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INDICE

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-Aree di sosta in alcuni stati dell'ex Urss

-Camper & solidarietà

-Cippi ai militari italiani caduti in Russia

-Storia, notizie e altro sulla cittadina dove abito

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CIPPI AI MILITARI ITALIANI
CADUTI IN RUSSIA E STATI EX URSS

Durante la seconda guerra mondiale, la Russia e gli stati dell’ex Urss, sono stati un triste ricordo per tanti giovani militari inviati a combattere sul fronte russo. Noi italiani abbiamo il tragico ricordo della ritirata sul fiume Don costata migliaia di morti e ricordata dal libro "Centomila gavette di ghiaccio" e dai numerosi scritti di Rigoni Stern.
Ma c’è una faccia sconosciuta di questi drammi con lapidi, cimiteri e fosse comuni in giro per tutto questo immenso territorio che arriva fino ai confini con il Giappone e la Cina. Una interessante pubblicazione del "Commissariato Onoranze Caduti in Guerra" del Ministero della Difesa indica l’ubicazione degli oltre 300 campi di prigionia e ospedali lager in cui furono ristretti militari italiani catturati negli anni 1942-43. Di questi luoghi sono state raccolte notizie e schede descrittive di ogni campo individuato allo scopo di consentire, a coloro che intendano recarsi sul posto e porre un fiore a perenne ricordo del sacrificio dei militari italiani, che così lontani dalle loro famiglie , sacrificano la loro giovane età. In tutti i miei viaggi pur privilegiando l’aspetto turistico ho sempre cercato di portare il gruppo di camperisti a visitare i luoghi dove c’erano i campi di prigionia e le lapidi e monumenti che ricordano i caduti italiani.

L'edificio dove era ospitato il Comando Italiano (37999 byte)
L'edificio dove era ospitato il Comando Italiano

Nel maggio del 1999 siamo arrivati sulle rive del fiume Don, nella cittadina di Rossosch dove era stanziato il Comando del Corpo d’Armata Alpino, visitando i luoghi dove i soldati italiani iniziarono la tragica ritirata, vari cippi ricordo e il monumento in loro onore.

Rossosch: cippo che ricorda i soldati morti nel vicino lager (foto a sinistra) e monumento che ricorda tutti i caduti italiani (foto a destra). (46010 byte)
Rossosch: cippo che ricorda i soldati morti nel vicino lager (foto a sinistra) e monumento che ricorda tutti i caduti italiani (foto a destra).

Nell’anno 2000 nel viaggio di avvicinamento alla Cina, in Kazakistan, a circa 40 km. della città di Karagandà, nella steppa in località Spassk Zavodsk, sosta in quello che era il campo n° 99 dove morirono 158 prigionieri italiani. L’area cimiteriale è molto vasta e si nota ancora la palettatura di recinzione con residui di filo spinato. Visibili i tumuli di grandi fosse comuni al centro e innumerevoli tumuli di tombe singole senza alcuna indicazione. Sull’area cimiteriale è stato posto un cippo commemorativo in ricordo dei soldati italiani sepolti; cippi che ricordano caduti di altre nazionalità (polacchi, finlandesi, giapponesi, etc.) sono collocati nell’area del campo, come un cippo ricorda i caduti russi durante il periodo dello stalinismo.

Spassk Zavodsk: cippo che ricorda i 158 soldati italiani morti nel vicino campo di prigionia. (26972 byte)
Spassk Zavodsk: cippo che ricorda i 158 soldati italiani morti nel vicino campo di prigionia.

Nel viaggio del 2001, breve sosta del gruppo al cimitero di Suzdal, antica cittadina a 230 km ad est di Mosca, per visitare il cippo che ricorda gli 821 soldati italiani morti, inaugurato nell’aprile del 1992 dall’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga . Il lager era situato nel monastero fortezza del 1600 che ancora oggi viene visitato dai turisti per assistere ad un melodioso concerto di campane. A circa 40 km c’è un’altra località di nome Kamenskovo,  dove dal gennaio 1943 al 1945 morirono 1.346 prigionieri di guerra italiani. In un bosco sono collocati vari cippi a ricordo di deceduti di varie nazionalità, fra cui quello che ricorda gli italiani e visitato nel viaggio del 1999.

Cimitero di Suzdal: Marchi a fianco della lapide che ricorda gli 821 soldati italiani morti nel vicino campo di prigionia (58522 byte)
Cimitero di Suzdal: Marchi a fianco della lapide che ricorda gli 821 soldati italiani morti nel vicino campo di prigionia

 

Kamenskovo: cippo per commemorare i 1.346 prigionieri di guerra italiani morti dal 1943 al 1945. (28851 byte)
Kamenskovo: cippo per commemorare i 1.346 prigionieri di guerra italiani morti dal 1943 al 1945.

Il viaggio del 2004 avendo un itinerario molto particolare con la visita di piccole "repubbliche sconosciute" della Federazione Russa ha permesso di visitare altri campi di prigionia dove morirono soldati italiani. Luoghi veramente lontani dalle normali grandi vie di comunicazione che solo l’aiuto determinante di Andrey, guida/accompagnatore ha condotto il gruppo dei camperisti a rendere omaggio ad altri cippi commemorativi.
Facile e scontata la deposizione di fiori al cippo presso il cimitero della città di Suzdal trovandosi nella periferia di una città dell’Anello d’Oro, molto più difficile e laboriosa la ricerca degli altri due.
Il primo nella repubblica autonoma della Mordovia, a sud est di Mosca. In questa repubblica della federazione, ancora oggi sono in funzione colonie penali per reati comuni, con detenuti provenienti da tutte le località dell’immenso paese. Per raggiungere la località di Zubana Poiana, attraversata una vasta zona di tali colonie (circa 70 km.), previa registrazione di tutti gli equipaggi ad un posto di polizia che controlla l’intero territorio.
Il cippo a ricordo dei 4.329 prigionieri italiani morti è collocato in una piccola radura di un bosco a circa 500 mt. da una strada ( via Kalinina) che da quella nazionale M.5 (Mosca-Samara) porta al centro di Zubana Poliana; non ha nessuna recinzione, l'area molto spoglia e sul terreno molti escrementi di mucche e pecore. La località di Zubova Poliana, si trova al centro di una vasta area dove erano collocati numerosi campi di prigionia con il numero 58 ma con diverse sezioni. Risulta che la maggior parte dei prigionieri italiani era nel campo 58/8.
Il secondo nella repubblica autonoma dell’Udmurtia ai piedi della catena dei monti Urali che divide l’Europa dall’Asia.
Il cippo si trova nella cittadina di Glazov, località in cui operavano ospedali speciali dove dal febbraio 1943 affluirono prigionieri italiani. Di essi ne morirono 47. In questa località è stato molto più facile trovare il cippo ricordo per merito della locale Amministrazione Comunale con messa a disposizione di un mini bus e la direttrice della biblioteca, sig.ra Tatiana a fare da cicerone e guida. Anche questo cippo si trova ai margini di un bosco vicino ad un cimitero, dove nelle vicinanze sono cippi che ricordano morti di altre nazioni. Il luogo è recintato, tenuto bene, con prato tagliato e molto ordine.

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Cartina con l'ubicazione
di Zubova Poliana

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Deposizione di fiori a Zubova Poliana

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Lapide ricordo

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Il gruppo dei partecipanti

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Cartina con ubicazione di Glazov

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Deposizione di fiori a Glazov

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Il gruppo al cippo di Glazov

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Marchi, Baktiar, Andrey
e Tatiana a Glazov

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Il viaggio dell’estate 2006 aveva come obiettivo principale la visita ad altri luoghi lungo il fiume Don, dove sono morti i "ragazzi dell’Armir" negli anni 1941-42. L’itinerario ha percorso circa 1.500 km. nella zona del Don, su strade non sempre buone, visitando le località di Filonovo. Uriupinsk. Garbusovo. Nekrilovo. Kalac, Tambov-Rada. Zubova Poliana. Kameskovo, Suzdal rendendo omaggio ai cippi e deponendo un fiore in ricordo del loro sacrificio. Diverse foto dei cippi visitati sono nell’album fotografico al termine delle pagine del diario di viaggio.


Dal viaggio dell’estate 2009, riportato in Italia diverse decine di piastrine di soldati dispersi in quelle terre, deceduti durante la tragica ritirata di Russia nel 1942-43, inquadrati nella divisione dell’ARMIR.
Ora l’obiettivo è di riconsegnare dette piastrine di riconoscimento alle famiglie o legittimi eredi di quei soldati morti e dispersi nei dintorni del fiume Don.
Il gruppo di camperisti partecipanti si è diviso i compiti di ricerca dei famigliari in tutta Italia. In regione Emilia-Romagna coinvolti diversi Sindaci (Forlimpopoli- Reggio Emilia- Sarsina- B. Panigale-Bo- Castel.S.Pietro- Ferrara- Borgotaro- Felino- Lugo- Cesena- Monzuno) con l’invio di una lettera con richiesta di informazioni su detti caduti e conoscere indirizzo dei loro familiari per poter recapitare detta piastrina. L’impegno dei Sindaci è encomiabile e nelle prossime settimane saranno riconsegnate diverse piastrine ai familiari dei dispersi in Russia.
Altrettanto si farà in diversi Comuni Italiani: Cologne (BS), Legnano (MI), Fivizzano (MS), Valbrevenna (GE), Cevo (BS), Lumezzane (BS), Clusone (BG), Molinara (BN), Marcedusa (CZ), Casole Bruzio (CS).

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Gruppo dei partecipanti estate 2009
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Cippo dell'Armir a Suzdal
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Memoriale Armir a Tambov
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Cippo Armir a Tambov
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Ingresso al memoriale di Tambov
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Sul fiume Don
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Sottopasso di Nikolaievka, ora Livenka
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Cippo a Nikolaievka
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Sottopasso
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Sottopasso da altra posizione
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Il gruppo al memoriale di Tambov
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Particolare della lapide a Tambov
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Resti di trincea sulle rive del Don
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Sulle sponde del fiume Don
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Livenka già Nikolaievka
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Piastrine dispersi

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Piastrina Brandi Pietro, Sarsina

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