![]() |
INDICE Diari di viaggio: -Aree di sosta in alcuni stati dell'ex Urss -Cippi ai militari italiani caduti in Russia -Storia, notizie e altro sulla cittadina dove abito
|
CIPPI
AI MILITARI ITALIANI Ma cè una faccia sconosciuta di questi drammi con lapidi, cimiteri e fosse comuni in giro per tutto questo immenso territorio che arriva fino ai confini con il Giappone e la Cina. Una interessante pubblicazione del "Commissariato Onoranze Caduti in Guerra" del Ministero della Difesa indica lubicazione degli oltre 300 campi di prigionia e ospedali lager in cui furono ristretti militari italiani catturati negli anni 1942-43. Di questi luoghi sono state raccolte notizie e schede descrittive di ogni campo individuato allo scopo di consentire, a coloro che intendano recarsi sul posto e porre un fiore a perenne ricordo del sacrificio dei militari italiani, che così lontani dalle loro famiglie , sacrificano la loro giovane età. In tutti i miei viaggi pur privilegiando laspetto turistico ho sempre cercato di portare il gruppo di camperisti a visitare i luoghi dove cerano i campi di prigionia e le lapidi e monumenti che ricordano i caduti italiani.
Nel maggio del 1999 siamo arrivati sulle rive del fiume Don, nella cittadina di Rossosch dove era stanziato il Comando del Corpo dArmata Alpino, visitando i luoghi dove i soldati italiani iniziarono la tragica ritirata, vari cippi ricordo e il monumento in loro onore.
Nellanno 2000 nel viaggio di avvicinamento alla Cina, in Kazakistan, a circa 40 km. della città di Karagandà, nella steppa in località Spassk Zavodsk, sosta in quello che era il campo n° 99 dove morirono 158 prigionieri italiani. Larea cimiteriale è molto vasta e si nota ancora la palettatura di recinzione con residui di filo spinato. Visibili i tumuli di grandi fosse comuni al centro e innumerevoli tumuli di tombe singole senza alcuna indicazione. Sullarea cimiteriale è stato posto un cippo commemorativo in ricordo dei soldati italiani sepolti; cippi che ricordano caduti di altre nazionalità (polacchi, finlandesi, giapponesi, etc.) sono collocati nellarea del campo, come un cippo ricorda i caduti russi durante il periodo dello stalinismo.
Nel viaggio del 2001, breve sosta del gruppo al cimitero di Suzdal, antica cittadina a 230 km ad est di Mosca, per visitare il cippo che ricorda gli 821 soldati italiani morti, inaugurato nellaprile del 1992 dallallora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga . Il lager era situato nel monastero fortezza del 1600 che ancora oggi viene visitato dai turisti per assistere ad un melodioso concerto di campane. A circa 40 km cè unaltra località di nome Kamenskovo, dove dal gennaio 1943 al 1945 morirono 1.346 prigionieri di guerra italiani. In un bosco sono collocati vari cippi a ricordo di deceduti di varie nazionalità, fra cui quello che ricorda gli italiani e visitato nel viaggio del 1999.
Facile e scontata la deposizione di fiori al cippo presso il cimitero della città di Suzdal trovandosi nella periferia di una città dellAnello dOro, molto più difficile e laboriosa la ricerca degli altri due. Il primo nella repubblica autonoma della Mordovia, a sud est di Mosca. In questa repubblica della federazione, ancora oggi sono in funzione colonie penali per reati comuni, con detenuti provenienti da tutte le località dellimmenso paese. Per raggiungere la località di Zubana Poiana, attraversata una vasta zona di tali colonie (circa 70 km.), previa registrazione di tutti gli equipaggi ad un posto di polizia che controlla lintero territorio. Il cippo a ricordo dei 4.329 prigionieri italiani morti è collocato in una piccola radura di un bosco a circa 500 mt. da una strada ( via Kalinina) che da quella nazionale M.5 (Mosca-Samara) porta al centro di Zubana Poliana; non ha nessuna recinzione, l'area molto spoglia e sul terreno molti escrementi di mucche e pecore. La località di Zubova Poliana, si trova al centro di una vasta area dove erano collocati numerosi campi di prigionia con il numero 58 ma con diverse sezioni. Risulta che la maggior parte dei prigionieri italiani era nel campo 58/8. Il secondo nella repubblica autonoma dellUdmurtia ai piedi della catena dei monti Urali che divide lEuropa dallAsia. Il cippo si trova nella cittadina di Glazov, località in cui operavano ospedali speciali dove dal febbraio 1943 affluirono prigionieri italiani. Di essi ne morirono 47. In questa località è stato molto più facile trovare il cippo ricordo per merito della locale Amministrazione Comunale con messa a disposizione di un mini bus e la direttrice della biblioteca, sig.ra Tatiana a fare da cicerone e guida. Anche questo cippo si trova ai margini di un bosco vicino ad un cimitero, dove nelle vicinanze sono cippi che ricordano morti di altre nazioni. Il luogo è recintato, tenuto bene, con prato tagliato e molto ordine. cliccare sulle foto per ingrandirle! Il viaggio dellestate 2006 aveva come obiettivo principale la visita ad altri luoghi lungo il fiume Don, dove sono morti i "ragazzi dellArmir" negli anni 1941-42. Litinerario ha percorso circa 1.500 km. nella zona del Don, su strade non sempre buone, visitando le località di Filonovo. Uriupinsk. Garbusovo. Nekrilovo. Kalac, Tambov-Rada. Zubova Poliana. Kameskovo, Suzdal rendendo omaggio ai cippi e deponendo un fiore in ricordo del loro sacrificio. Diverse foto dei cippi visitati sono nellalbum fotografico al termine delle pagine del diario di viaggio. Dal viaggio
dellestate 2009, riportato in Italia diverse decine di piastrine di soldati
dispersi in quelle terre, deceduti durante la tragica ritirata di Russia nel 1942-43,
inquadrati nella divisione dellARMIR.
cliccare sulle foto per ingrandirle! |