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DIARI DI VIAGGIO: ASIA CENTRALE
2007

11°-20° giorno
Lunedì 21 maggio 2007 -
Kazan (Russia) capitale repubblica dei Tartari, "Tatarstan"
Proseguendo verso est, si entra nella repubblica autonoma dei Ciuvascy con capitale
Ceboksary. Si prosegue su una strada molto disastrata, pur con cantieri di lavoro per
riparazioni. Nel tardo pomeriggio arrivo in città e su indicazioni di Padre Diogene, un
missionario argentino che opera da ben 12 anni, punto sosta in un parcheggio vicino al
Kremlino. Kazan e' il punto di partenza delle crociere fluviali sui fiumi Volga e
Don. Da vedere: il Kremlino al centro della città sulla riva del fiume Kazanka, torre di
Guardia, monumento al poeta tartaro Gialil, museo etnografico dei popoli della repubblica:
russi, ciuvasci, mari, nordvini, chiesa Petropavloskaia, moschea mussulmana Nardzani.
Nelle sue architetture si fondono i motivi della cultura russa e mussulmana. Una singolare
attrazione è rappresentata dalla "Torre cadente". In serata cena di gruppo con
gradito ospite Padre Diogene in un caratteristico ristorante con tipico menù tartaro.
Km. percorsi: 334
Martedì 22 maggio 2007 -
Naberezelnie Celnye (Russia) Tatarstan
In mattinata proseguo delle visite a questa bella città. Con l'aiuto di Padre Diogene
controllo meccanico al camper del 7- Mario e nel pomeriggio partenza verso Ufa sempre
sulla strada M. 7, leggermente migliorata nel fondo stradale. Questa città attraversata
dal grande fiume Kama con lo stabilimento produttivo dei camion Kamaz. In serata arrivo in
un park Tir per trascorrere la notte: 50 rubli/camper.
Km. percorsi: 248
Mercoledì 23 maggio 2007 -
Sim, piccola località sugli Urali + 4 ore rispetto all'Italia
Partenza molto presto avendo il sentore di strade con tante buche. Si percorre un tratto
sempre di M. 7 fino a giungere nella città di Ufa, capitale della repubblica della
Baskiria con circa 2 milioni d'abitanti. Causa scarsa segnaletica il gruppo si trova in
centro città, in mezzo ad un enorme caos ed enormi difficoltà a trovare la direzione
della M. 5, la strada per gli Urali.
Ufa è situata sulle rive di 3 fiumi: Bélaja, Ufa, Djòma. Fondata nel 1574
come fortezza. Nel 1773-74 è stata assediata dai cosacchi durante la
ribellione di Pugaciov. Nel 1890 vi giunse la ferrovia. E' un centro
industriale con raffinerie di petrolio, industrie chimiche e metalmeccaniche. Sono
conservati intatti gli edifici della Riunione dei Nobili, scuola Ecclesiastica, Antiche
case di abitazione. Tra i monumenti spiccano quelli dell'Amicizia ( in
onore dei 400 anni dall'adesione volontaria della Baskiria alla Russia ) e a Sabavat
Julaev (eroe nazionale baskirio compagno di fede di Pugaciov. Ritrovata la strada giusta
si continua fino a sera con sosta in un park Tir all'inizio della catena degli Urali: 100
rubli/camper. Cena in un modesto ristorante al prezzo di 210 rubli.
Km. percorsi: 417
Giovedì 24 maggio 2007 -
Celiabinsk (Russia già Asiatica)
Sempre partenza molto presto considerando lo stato pietoso del fondo stradale, percorrendo
i dolci tornanti degli Urali. Al km. 1756 da Mosca breve sosta al monumento che divide
l'Europa dall'Asia, e sempre viaggiando lentamente si giunge a Miass per fare rifornimento
di acqua in una delle numerose fontane; purtroppo acqua chiusa e niente rifornimento
La città è sulle rive del fiume Miass e fondata del 1736. Nel 1774 è stata occupata
dalle truppe di Pugaciov. E' una città industriale che copre un'area di trenta km. per
venti. Due grandi acciaierie, due centrali elettriche a carbone, quattro miniere di
carbone , varie cave di rame e di zinco.
A 100 km. c'è la centrale nucleare "Moiak", costruita ai tempi di Stalin nel
1949. Nel 1941-45 oltre 60 grandi aziende industriali sono state trasferite dalla Russia
europea a Celiabinsk. Da vedere: l'Università, alcuni Istituti Universitari, il museo di
Storia della Regione.
Vi sono anche molti stabilimenti penali che nel passato furono luogo di detenzione per
dissidenti e avversari politici. I "gulag" di molti noti romanzi erano
riferiti a luoghi di questa zona degli Urali, alle porte della Siberia.
Arrivo nel pomeriggio,ma il parcheggio conosciuto non esiste più e quindi si finisce nel
park dell' hotel Malaxit.
Km. percorsi: 316
Venerdì 25 maggio 2007 -
Kustanay (Kazakstan) - sempre + 4 ore rispetto all'Italia
Partenza verso la città di Kustanay, la prima grossa località in territorio kazako. Dopo
i due giorni sulle strade deli Urali, c'è apprensione nel gruppo. Si parte sotto una
fitta pioggia con indicazioni stradali quasi inesistenti. Per puro caso si trova
l'indicazione ed subito una superstrada con fondo discreto. A mezzo giorno frontiera
d'uscita dalla Russia; solite lentissime operazioni doganali ed appena passati a quella
kazaka, chiusura dei cancelli per sosta di un'ora per il pranzo.
Alla riapertura, solite formalità burocratiche, pagato 35 dollari/camper per
assicurazione Rca sulle strade kazake e circa 10 euro per pratica importazione temporanea
del mezzo.
Solo giri per i vari uffici per la durata di quasi 4 ore, poi liberi in territorio kazako.
Arrivo in un park Tir in direzione Astana. Costo: 200 tenghè/camper= 1,50 euro
Km. percorsi: 344
Sabato 26 maggio 2007 -
Kokcetau (Kazakstan)
Inizia la vera avventura sulle strade kazake, con magnifici paesaggi ed ambienti tutti
particolari. Grandi spazi, grandi distese piantate a frumento e pascolo, grandi branchi di
cavalli e mucche con guardiani a cavallo. Si percorre la M. 36 in inizialmente in buono
stato, ma poi col passare dei km., lunghi tratti con buche ed asfalto sconnesso. Fatto il
primo rifornimento di gasolio kazako e con piacere costa circa 0,37 euro/litro. Ad un
bivio in località Puzejevka, un benzinaio suggerisce di seguire Kokcetau anziché la
località di Atbasar perché strada più disastrata. La nuova strada è brutta per circa
30 km., ma poi migliora e si raggiunge la località sulle colline denominata
"Svizzera kazaka". Parcheggio libero di fronte alla caserma della polizia
locale. Un episodio spiacevole: al numero 7 si è sganciato un gavone supplementare ed un
automobilista veloce ha caricato il tutto sul suo camioncino ed è fuggito, lasciando con
un palmo di naso l'esterrefatto Mario di Verona
Km. percorsi: 443
Domenica 27 maggio 2007 -
Astana (ex Tselinograd) Capitale del Kazakstan
Strada bella e veloce per tutto il percorso nonostante cantieri di lavoro per farne una
superstrada a sei corsie; oltre 260 km. dalla capitale alla "svizzera kazaka"
per farne una capitale del gioco con casinò, hotel e centri fitnnes e sportivi. Impegnata
nei lavori anche l'impresa Todini di Roma accolti nella loro mensa della base operativa in
località Sortandy ed offerto un menù esclusivo italiano. Sosta per la notte all'interno
del loro piazzale, in attesa di visitare domani mattina la capitale Astana.
La città è situata sulla riva destra del fiume Iscim. Era un antico villaggio di
casupole in terracotta chiamato Akmoly. Dal 1954 è il centro principale della
"conquista delle terre vergini"(tselina in russo) Dal 1961 è chiamata
Tselinograd fino al 1994 che riprende il suo nome originario. Accanto allo sviluppo
impetuoso dell'agricoltura si è accompagnato lo sviluppo della città con fabbriche,
scuole superiori e tecniche. Da vedere: palazzo dei Conquistatori della
"tselina", palazzo della Gioventù, architettura della Piazza Centrale, alberghi
Mosca e Iscim, teatro di prosa.
Km. percorsi: 426
Lunedì 28 maggio 2007 -
Karaganda (Kazakstan)
Visita veloce alla città con piacevole incontro di Don Edoardo Canetta, un missionario
che opera in queste terre da diversi anni, poi in marcia verso l'obiettivo finale: la
consegna del pacchi regalo a bambini e bambine adottati a distanza da famiglie italiane.
Nella vicina città di Temirtau, 30 km. prima di Karaganda, c'è un grande complesso
siderurgico che occupa 60 mila operai, che ammorba l'ambiente con i fumi di vari
colori delle ciminiere. Arrivo nel pomeriggio, trovando fortunatamente un parcheggio in
centro città, poco distante dal corso centrale. Incontro con le volontarie dell'Avsi,
Taissa ed Olga, che domani ci accompagneranno alla sede Avsi scaricando i numerosi pacchi
regalo. Park 150 tg/camper. Cena di gruppo con tipico menu kazako: costo 2.000 tenghe a
persona.
Km. percorsi: 297
Martedì 29 maggio 2007 -
Karaganda (Kazakstan)
Visita alla sede dell'Avsi. E' una serie di piccole abitazioni, dove svolgono corsi per
computer, aiutano i poveri e c'è una piccola graziosa chiesa-cappella. Con Don Adelio
scambio di informazioni sull'operato dei missionari italiani a favore delle famiglie
povere ed aiuto per preparare persone alle nuove professioni informatiche.
Karaganda e una città di circa 500 mila abitanti, composta da singoli
agglomerati residenziali divisi da distanze notevoli. Il centro situato tra colline non
molto alte sulla riva di un lago artificiale è circondato da una striscia di bosco
difensiva che lo protegge dal semideserto. E' un centro carbonifero e si è sviluppata
l'industria metallurgica e metalmeccanica.
Mercoledì 30 maggio 2007-
Karaganda (Kazakstan)
Ancora una giornata di sosta per consegna dei regali ai bambini adottati a distanza.
Incontro con bambini e le loro famiglie in una scuola con una grande festa. Presente anche
Silvia Galbiati e Svieta dalla città di Almaty. Una sala piena di bambini, bambine e
mamme e papà ad ascoltare il nostro viaggio di 6.000 km. per portare piccoli regali da
parte di famiglie italiane. Scene di commozione, abbracci a tutti. Presente anche babuska
Vera, la signora che nel viaggio del 2005 portammo nella sua casa famiglia nel villaggio
di vodolinsk regali ed aiuti. La nonna (babuska) di nome Vera dirige questa casa come una
madre di famiglia con 20 bambini, alcuni già abbastanza grandi. Questa piccola comunità
vive con l'aiuto delle adozioni a distanza dell'Avsi, il piccolo orto, la stalla con 9
mucche, 7 vitellini, un recinto con 20 galline, una scrofa con alcuni maialini. In questo
modo, molto dignitosamente, la babuska Vera e sua figlia Anna, danno speranza e
certezza a questi bambini, non orfani ma abbandonati da famiglie disgregate da alcol e
miseria.
P.S. Da domani si affrontano strade all'interno del Paese in direzione sud, con
difficoltà di collegamento, quindi probabile ritardo nella spedizione del diario. -
Franco Marchi
 
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