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DIARI DI VIAGGIO: CINA 2005

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41°-50° giorno

Sabato 28 maggio  2005 -  Tuo Tuo He villaggio verso il Tibet (Cina)

Una notte molto difficile per quasi tutti i componenti del gruppo causa della quota. Pur affaticati si decide di proseguire percorrendo passi molto alti, ma poi sosta a quote più basse. La strada è sempre la stessa, discreta ma con qualche buca. Si fiancheggia quasi sempre la nuova ferrovia che raggiunge Lasha: poche gallerie e molti viadotti, si distende sugli altopiani, quasi tutta ad una altezza di 4.500 mt., un'opera gigantesca. Nel villaggio trovato un minuscolo ospedale in uso  agli operai della ferrovia e subito alcuni equipaggi, specie femminili (Graziella, Letizia, Luciana)sono sottoposti a controlli medici e si decide il ricovero temporaneo per la notte con flebo ed ossigeno

Km. percorsi: 165


Domenica 29 maggio 2005 -  Nagqi  (Cina)

Recupero delle persone all'ospedale, rifornimento di gasolio e ripresa del viaggio sulle discrete strade dell'altopiano Tibetano. La giornata più dura dovendo superare diversi passi ad oltre 5.000 mt. Il malessere per le alte quote si sente ancora e si cerca di fare il passo più alto: 5.186 mt. in mattinata, saltando le abituali soste tecniche. Paesaggi da favola con enormi greggi di capre tibetane e i buoi di alta montagna (yak). Anche la Rosy ha necessità di temporaneo ricovero ospedaliero per passare la notte con l'ossigeno. Anche la Letizia ha necessità di ricovero urgente, ma poi tutti dimessi. La giornata si chiude male perché impossibilitati parcheggiare in un hotel in quanto città chiusa agli stranieri. Nonostante la stanchezza, i problemi di salute per diversi, il gruppo viene accompagnato nel park del comando polizia e chiuso a chiave. Nella notte l'accompagnamento di Letizia al pronto soccorso si risolve con l'aiuto di un taxista  

Km. percorsi: 418


Lunedì 30 maggio  2005 - Lhasa capitale del Tibet (Cina)

La giornata di ieri e specialmente la notte trova il gruppo determinato a raggiungere l'obiettivo impiegando gli ultimi sforzi. Per fortuna sempre strada discreta attraverso montagne spoglie ma di diversi colori. Necessario raggiungere  altri passi di poco inferiori ai 5.000 mt. per poi scendere verso Lhasa. Il paesaggio non cambia e si notano i cantieri per la costruzione della linea ferroviaria fino a Lhasa. Si comincia a scendere ed il paesaggio cambia quasi d'incanto: terreno lavorato, molti alberi, etc. Nel primo pomeriggio (ore 16, ora cinese) il gruppo arriva nel park dell'hotel Lhasa, accolto da una autentica euforia. Cerimonia di benvenuto con il dono di uno scialle di seta cinese a tutti i partecipanti della spedizione E' la prima volta che un gruppo di 12 normali camper  raggiunge la capitale del Tibet  

Km. percorsi: 329


Martedì 31 maggio  2005 -  Lhasa capitale del Tibet (Cina)

Prima giornata in città con riposo e riassetto mezzi dopo i giorni duri di viaggio. Lhasa conta  circa 200 mila abitanti a 3.595 mt. slm. incastonata in una conca di montagne brulle. Si presenta come una città moderna abbinando moderne strutture ad attività artigianali e molto di cultura e tradizione tibetana. Già nel pomeriggio il gruppo infervorato e curioso di conoscere questo mondo visita il quartiere della città vecchia (zona Bakhor), vero cuore della vita tibetana con vari monasteri, attività tibetane ed una miriade di fedeli lamaisti ad esercitare il loro culto religioso in strada. In serata nel park G. Hotel Tibet ritrovo del gruppo per decidere vari aspetti del programma dei prossimi giorni e con opportune valutazioni si decide di annullare l'itinerario (strade impossibili ) verso Gyangze e Xigazè; quindi  sosta solo a Lhasa e con piccole escursioni nei dintorni


Mercoledì  1 giugno 2005 - Lhasa capitale del Tibet (Cina)

Prima giornata di effettiva visita alla città con il grandioso luogo di culto lamaista: il Potala. Imponente  palazzo che domina dall'alto la città, richiamo di masse di fedeli di religione buddista-lamaista, alto bel 13 piani posto su di un costone roccioso. La sua imponenza si determina con i suoi 115.703  metri quadrati di stanze superbamente arredate ed impreziosite di oggetti e monili antichi. Nel pomeriggio nel park hotel Tibet visita di giornalisti della televisione di Lhasa per un servizio sull'arrivo della comitiva italiana e quindi trasferimento in colonna attraverso la città fino sotto la struttura del Potala per le foto ricordo dello straordinario avvenimento.

Km. percorsi: 10


Giovedì 2 giugno 2005 - Lhasa capitale del Tibet (Cina)

Altra giornata di visite varie alle bellezze della città. Alcune visite andate a vuoto, perché l'entrata a vari monasteri specie in periferia è possibile solo con il  pass dell'hotel e obbligatoria la guida locale. Quindi singolarmente o in gruppo impossibile visitare nulla se non espressamente autorizzati.. Qualche mugugno nel gruppo per simili restrizioni, ma ci si deve adeguare alle regole di questo Paese.


Venerdì 3 giugno 2005 - Lhasa capitale del Tibet (Cina)

Memori delle esperienze negative di ieri: concordato con l'ufficio locale del turismo visita al monastero di Drepung che sorge su una collina a nord est di Lhasa. Il suo nome tibetano significa collina di grano di riso. Ospita oggi circa 1.000 monaci, ma prima del 1952 ne ospitava 11.000. Molto bello esteriormente con scalinate contornate dalle varie abitazioni dei monaci. Rilevante la grande sala delle preghiere e studi, la sala che racchiude le statue dedicate ai 13 Dalai Lama morti e la grande cucina (ricorda le nostre medioevali). E' protetto da un budda con la testa di mucca che si trova all'entrata della prima sala. Dopo il Potala è il più importante monastero di Lhasa. Visitato anche il monastero di sera o sela, uguale al precedente solo più piccolo. Nel cortile esibizione di tanti giovani studenti monaci che discutono con della mimica e grida che ricordano le arti marziali. Visita anche al museo etnografico molto ricco di materiale per la storia del Tibet ed infine all'istituto della medicina tibetana dove monaci medici fanno le diagnosi attraverso lo studio delle mani. Giornata completa ed interessante prima di lasciare il favoloso Tibet.


Sabato 4 giugno 2005 - Tuotuo Heyan  villaggio Tibetano (Cina)

In mattinata molto presto riprende il viaggio di ritorno per lasciare il territorio montagnoso del Tibet. Ovvie preoccupazioni per i notevoli disagi avuti nel viaggio di andata, ma anche ulteriori precauzioni mediche per il male d'altura.  La convivenza con altezze fuori dal nostro modo di vivere e forse anche dalla conformazione fisica degli europei, spinge il gruppo ad una scelta faticosa di percorrere in un giorno distanze che sarebbero faticose anche in due giorni. Velocità al limite del consentito, soste ridotte all'indispensabile, non sosta pranzo, ma alimentazione in corso di viaggio permettono di superare ben tre passi ad oltre 5 mila mt., dove a queste quote il tempo è imprevedibile con cambiamenti repenti. Subito una bufera di grandine, pioggia scrosciante e una lunga nevicata, ma arrivare per trascorrere la notte ad una quota di 4.600 mt. in un villaggio che dispone di un piccolo ospedale a disposizione degli operai della costruenda ferrovia per Lhasa. Dopo 15 ore di viaggio stremati, stanchi, alcuni attaccati alle bombole portatili d'ossigeno, ma contenti di aver superato i punti più difficili e pericolosi del tragitto. Ancora una volta il Tibet è bello ma molto rischioso.

Km. percorsi: 747


Domenica 5 giugno 2005 - Golmud (Cina)

Nonostante le preoccupazioni e gli stati d'animo, nessuno nella notte ha avuto necessità di andare all'ospedale per terapia d'ossigeno e quindi partenza abbastanza rilassata di tutto il gruppo. La parte più brutta è difficile lasciata alle spalle e quindi si prosegue non senza aver valicato altri due passi vicini ai 5 mila mt., poi tutto prosegue nella normalità fino al park dell'hotel lasciato 10 giorni fa.

Km. percorsi: 425


Lunedì 6 giugno 2005- Golmud (Cina)

Giornata di autentico riposo dopo le dure fatiche e lo stress derivato dal convivere con gli oltre 4.000 mt. Visita alla città ed i suoi eleganti negozi del centro; la bella piazza centrale trasformata in gigantesco bar all'aperto con decine e decine di ombrelloni verdi: una mega sala da te. Rifornimenti alimentari al mercato ambulante e un supermarket vicino. Insomma un vero e proprio relax di tutto il gruppo. Finale di serata a cena in ottimo ristorante con menù cinese al costo di 51 yuan/persona. Nel rispetto della burocrazia imperante anche in Cina, Dieci l'interprete è rimasto impegnato per buona parte della giornata negli uffici della polizia a compilare fogli e moduli per ogni componente del gruppo
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