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DIARI
DI VIAGGIO: CINA 2005

11°-20° giorno
Giovedì 28 aprile
2005 - Nabereznie Cielny (Russia)
Alcune difficoltà all'inizio giornata per uscire dal centro città causa molto traffico e
molti semafori. Ripresa la strada M 7, sempre in direzione oriente. Tratti a doppia corsia
per senso di marcia, ed altri tratti veramente distrutti. Si attraversano territori
boscosi, terreni incolti e senza paesi e villaggi. Qualche persona sotto le tettoie delle
fermate dei pullman lungo la strada, ma è difficile capire da dove provengono. In
periferia della città si attraversa un mega ponte sul fiume Kama, a pedaggio (30 rubli a
camper) e vicino si nota lo stabilimento che produce i mitici camion russi
"Kamaz". Si marcia in direzione della città di Ufa, capitale della repubblica
autonoma della Basckiria, ma dopo circa 100 km. sosta per rifornimento acqua e notato un
parcheggio Tir asfaltato e molto pulito, anche se pomeriggio, si decide per la sosta
per la notte, dedicando le ore per riordino camper ed operazioni di lavanderia.
Costo 80 rubli/camper
Km. percorsi: 297
Venerdì 29 aprile
2005 - Sim: località sui monti Urali (Russia) + due ore rispetto a
Mosca e quindi + quattro rispetto all'Italia
Normale giornata di trasferimento sulle solite strade e con solito paesaggio, anche
se con molti terreni coltivati. Non si notano case o villaggi, ma alle fermate dei pullman
c'è sempre qualche persona. Attraversando la repubblica autonoma della Baskiria, molti
campi petroliferi con le relative pompe in funzione. Superata la città di Ufa
seguendo la tangenziale, nel pomeriggio, ma quasi sera per effetto delle due ore in più,
sosta in un park Tir al costo di 40 rubli/camper e relativa cena presso il ristoro al
prezzo di 170 rubli. Molte fermate ai posti di polizia o pattuglie in auto lungo la strada
curiosi di sapere chi è questa lunga colonna di camper. Scambiati per
carovane di un circo, oppure gruppo di intervento umanitario o mezzi della croce rossa.
Km. percorsi: 403
Sabato 30 aprile
2005 - Celiabinsk (Russia) + 4 ore rispetto all'Italia
Partenza sotto una pioggia insistente e vento freddo. La strada per
l'attraversamento della catena dei monti Urali con fondo quasi discreto ed un intenso
traffico di mezzi pesanti e Tir. Al km. 1.756 da Mosca sulla strada M.5 sosta al monumento
che indica lo spartiacque tra Europa ed Asia. Difficile immortalare l'avvenimento per le
pessime condizioni atmosferiche. Nella cittadina di Miass sosta per rifornimento di acqua
dalle numerose fontane disseminate lungo le strade. La fontana più sfruttata quella posta
dietro al monumento a Lenin sulla piazza principale. Agevolmente si arriva quasi al
centro della città, ma vicino all'hotel Malakit sparito il solito parcheggio e
nella stessa area un cantiere con diverse gru. Veloce ricerca di una soluzione, trovata
vicino ad un centro commerciale e mercato ambulante: 80 rubli/notte per camper.
Km. percorsi: 326
Domenica 1 maggio
2005 - Celiabinsk (Russia)
Una giornata di sosta e riordino dei camper dopo quasi 5.000 km. di
"strade russe", ampiamente descritte nei giorni precedenti. La città di circa 1
milione e 500 mila abitanti, situata sulle rive del fiume Miass e fondata del 1736. Nel
1774 è stata occupata dalle truppe di Pugaciov.
E' una città industriale che copre un'area di trenta km. per venti. Due grandi
acciaierie, due centrali elettriche a carbone, quattro miniere di carbone , varie cave di
rame e di zinco.
A 100 km. verso est c'è la centrale nucleare "Moiak", costruita ai tempi
di Stalin nel 1949 e nelle vicinanze una città che non appare ancora oggi nelle carte
geografiche, perché centro di ricerche, studi ed esperimenti.
Nel 1941-45 oltre 60 grandi aziende industriali sono state trasferite dalla Russia
europea a Celiabinsk.
Vi sono anche molti stabilimenti penali che nel passato furono luogo di detenzione
per dissidenti e avversari politici. I "gulag" di molti noti romanzi erano
riferiti a luoghi di questa zona degli Urali, alle porte della Siberia.
La città non offre molto dal punto di vista turistico, essendo una città
industriale e mineraria. La stagione ancora quasi invernale non permette di godere dei
notevoli miglioramenti rispetto a cinque anni fa. Un centro storico rimesso a nuovo con
zona pedonale ed arredamento urbano migliore a tante città italiane; negozi moderni
forniti di ogni genere e dove spiccano i marchi italiani di abbigliamento e calzature.
Sotto la piazza centrale un moderno centro commerciale e sulla piazza l'imponente statua
di Lenin, che ancora vigila sulla città. Un particolare: all'interno del centro
commerciale assoluto divieto di fotografare e far riprese video; qualcuno del gruppo
ha rischiato grosso. Assistito alla festa del 1° maggio con un variopinto corteo e
comizio in piazza, sempre sotto lo sguardo della grande statua di Lenin. Quasi assenza di
bandiere rosse, ma moltissime bianche con un cuore rosso sostenuto da due mani: il simbolo
del partito dei pensionati di Russia
Lunedì 2 maggio
2005 - Kustanay - Kazakstan
Partenza abbastanza mattutina avendo in programma frontiera d'uscita dalla Russia e
quella d'ingresso in Kazakstan. Abbastanza facile uscire della città seguendo la M. 36,
strada discreta, diversi piccoli laghi attorno alla città, numerosi villaggi lungo
strada e si arriva alla frontiera in località Troistk dopo circa 180 km. Oltre
un'ora per le solite pratiche burocratiche, senza nessun serio controllo e poi si passa
alla frontiera kazaka. Qui tempi molto lunghi, procedure farraginose, poliziotti e
doganieri che si contraddicono a vicenda. Quasi pronti in direzione della sbarra di
uscita, arriva un contrordine per andare ancora ad uno sportello per registrare i dati del
camper in ingresso in Kazakstan e pagare una somma di 650 tenghe. Pagata anche l'RC auto
di 400 rubli.
Dopo 5 ore e mezza lasciata la frontiera e diretti nella città di Kustanay, dove
si arriva nel tardo pomeriggio. Ricerca di un parcheggio per la notte che si trova con
l'aiuto di un taxista. Costo 100 tenghe a camper
Kustanay, la prima grande città del Kazakistan che si incontra venendo dalla
Russia. Il primo villaggio è nato nel 1883 e fino 1895 si chiamava Nicolajevsk.
Città industriale ,sviluppata nel passato sulla lavorazione del cotone delle
"terre vergini". Oggi risente della fase di transizione con grosse aziende
tessili chiuse per mancato rinnovamento degli impianti e perché i produttori di cotone
trovano più conveniente venderlo ai cinesi.
Km. percorsi: 339
Martedì 3 maggio 2005
- Kokcetav (Kazakstan)
Abbastanza difficile uscire dalla città di Kustanay per scarse indicazioni ed
anche strade chiuse per lavori. Si percorre la M. 36 abbastanza discreta con piccoli
tratti con buche e cunette. Nessun paese o villaggio lungo strada, solo campi lavorati di
estensione inusitata per i nostri occhi. Ad un certo punto una deviazione obbligatoria
costringe il gruppo ad un lungo semicerchio arrivando in una zona denominata
"svizzera kazaka" con colline boscose e graziosi laghetti. A pomeriggio
inoltrato alla ricerca di un parcheggio, trovato grazie all'utilizzo di un taxista.
Trovato anche hotel per la registrazione del visto kazako.
Km. percorsi: 456
Mercoledì 4 maggio
2005 - Karaganda (Kazakstan)
La mattina si presenta ventosa e fredda dopo una notte di pioggia. La strada verso
la capitale Astana è migliore di qualsiasi immaginazione, se si pensa allo stato pietoso
di cinque anni fa. Si scende in direzione sud a quasi oltre 80 km/ora con
fondo stradale ottimo, senza l'assillo di buche e cordoli. La temperatura è cambiata, il
caldo è scoppiato all'improvviso. Si rientra sulla M. 36 dopo aver oltrepassato Astana,
sempre con velocità inimmaginabili. La città di Karaganda è completamente trasformata:
non esistono più i comodi parcheggi in centro, sostituiti da mega strutture commerciali e
grandi magazzini. Grazie a Lora e Taissa, volontarie dell'Avsi, si trova un parcheggio
abbastanza distante dal centro, al prezzo di 200 tenghe/notte.
Km. percorsi: 557
Giovedì 5 maggio 2005 -
Karaganda (Kazakstan)
Oggi visita della città con l'aiuto di Lora e Tassa Il centro della città è molto
bello e pulito; appena fuori dal centro solito ambiente: strade di accesso alle case,
sterrate con buche e grandi pozzanghere. Visita alla sede della Caritas ed Avsi. E' una
serie di piccole abitazioni, dove svolgono corsi per computer, aiutano i poveri e c'è una
piccola chiesa-cappella. La città di circa 600 mila abitanti è composta da singoli
agglomerati residenziali divisi da distanze notevoli. Il centro situato tra colline non
molto alte sulla riva di un lago artificiale è circondato da una striscia di bosco. E' un
centro carbonifero e si è sviluppata l'industria metallurgica e metalmeccanica. Nella
vicina Temirtau (30 km.) c'è un grande complesso siderurgico che occupa 60 mila
operai, che ammorba l'ambiente con i fumi di vari colori delle ciminiere
Nella provincia di Karagandà si trova il cosmodromo di Baikonur, ma difficilissimo da
raggiungere per lo stato pietoso delle strade.
Per gli amanti della statistica, fino ad oggi sono stati percorsi in totale 6.151 km
Venerdì 6 maggio 2005 -
Karaganda (Kazakstan)
Giornata di consegna dei piccoli regali ai bambini adottati a distanza. Parte depositati
alla sede dell'Avsi e parte portati in un piccolo villaggio a circa 50 km. dalla città
dove in un orfanotrofio ( ma meglio definirla "casa famiglia") avviato e diretto
da una signora e sua figlia. Il villaggio si chiama Novodolinsk, la nonna (babuska) di
nome Vera dirige questa casa come una madre di famiglia con 26 bambini, alcuni già
abbastanza grandi. Questa piccola comunità vive con l'aiuto delle adozioni a distanza
dell'Avsi, il piccolo orto, la stalla con 9 mucche, 7 vitellini, un recinto con 20
galline, una scrofa con alcuni maialini. In questo modo, molto dignitosamente la babuska
Vera e sua figlia Anna, danno speranza e certezza a questi bambini, non orfani ma
abbandonati da famiglie disgregate dall'alcol e miseria. Nonna Vera ha accompagnato il
gruppo in visita ai dignitosi locali, compreso la cucina, la stalla e il pollaio, poi un
breve incontro per illustrare il suo operato; consegna dei piccoli regali ed altro
materiale portato dai vari equipaggi, e quindi ritorno in città.
Km. percorsi: 96
Sabato 7 maggio 2005 -
Balkass ( Kazakstan )
Si lascia Karaganda ed abbastanza facilmente ancora sulla M. 36. Dopo 31 km. in
località Spassk sosta ed omaggio al cippo che ricorda dove morirono 158
prigionieri italiani. L'area accoglie altri cippi ricordo di altre nazioni ed
anche piccoli monumenti a ricordo delle vittime russe del periodo staliniano. La
strada è ottima, ma giornata molto calda. Inizia la vera steppa kaszaka, preludio del
deserto attorno al lago Balkass, metà acqua dolce e metà salata. Rifornimento di acqua
nel villaggio di Aksu, dove un kazako pretendeva di essere pagato, pur essendo una fontana
sulla strada. Per effetto della strada ottima, recentemente rinnovata da una impresa
italiana, l'arrivo nel pomeriggio.
Città di circa 120 mila abitanti sul lago omonimo. Sviluppata l'attività portuale
e la lavorazione del pesce. E' un luogo abbastanza inospitale per condizioni ambientali
(deserto, steppa , caldo d'estate e freddo d'inverno). Ci sono corsi universitari (serali)
del Politecnico di Karagandà, un giardino botanico dell'Accademia del Kazakistan.
Sosta nel park del motel Balkass al costo di 100 tenghe.
Km. percorsi: 381
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