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11°-20° giorno

Sabato 3 maggio 2003 – Kutaisi (Georgia)

Uscita dalla città di Batumi seguendo la strada che costeggia il mare, che poi in alcuni tratti si inerpica sulla vicina montagna arrivando anche ad oltre 500 mt. slm. Il fondo stradale è un vero disastro costringendo ad una andatura non oltre i 20-35 km/h. Le piccole cittadine costiere, Makhnjauri, Kobuleti, Kvemp, etc. con strutture turistiche in completo disarmo ed abbandono, come molti edifici con architetture abbastanza moderne completamente svuotati di porte finestre ed arredi interni. Una visione difficile da spiegare se non si vede con i propri occhi. Molto adagio si arriva nella città portuale di Poti con parcheggio nella piazza principale per la sosta pranzo. Accorrere di poliziotti a chiedere se ci sono problemi e disponibilità alla vigilanza dei nostri mezzi. Dopo la cittadina di Senaki la strada migliora leggermente e le primo pomeriggio si arriva a Kutaisi, una delle più antiche città della Georgia, oggi con oltre 200 mila abitanti. Si percorre un bruttissima strada in salita per arrivare al monastero ortodosso di Ghelatsky ed anche la chiesa del XI secolo di Metsameta. All’imbrunire sosta per la notte in un park TIR pagando 4 lari/camper (2 usd)

Km. percorsi: 226


Domenica 4 maggio 2003 – Gori (Georgia)

In mattinata visita ai resti dell’antica cattedrale fatta costruire nel 1003 dal re Bagrat III. Sono in piedi i muri perimetrali ed è un tempio a cielo aperto, dove nelle festività, come oggi è domenica, si svolgono le funzioni religiose con la partecipazione di molti fedeli. Si lascia la città di Kutaisi su una strada molto buona, rispetto ai giorni precedenti, percorrendo un zona collinare attraverso una valle molto bella dal punto di vista paesaggistico. Lungo la strada piccoli mercatini con vendita di miele, oggetti in vimini, oggetti in terracotta. Sosta anche a Gomi alla fabbrica di vodka che era la preferita di Stalin. Arrivo a Gori, città di nascita di Giuseppe Stalin, dove pur di domenica pomeriggio, riusciamo a visitare il museo a lui dedicato, la casa natale e la carrozza ferroviaria utilizzata per i suoi spostamenti. In una sala dove sono esposti i regali provenienti da tutto il mondo, un autentico stupore per gli italiani, una colomba della pace in tessuto quale regalo dalle donne di Montone in Toscana; l’unico oggetto italiano esposto nel museo. Nella sua città natale la figura di Stalin è ricordata inoltre da una enorme statua nella piazza centrale. Un gruppo dei partecipanti conclude la serata al ristorante "Gori" con piatti della cucina georgiana e l’assaggio di molti vini locali: prezzo 21 lari/p.

Per la notte nel parcheggio dell’hotel Victoria: 2 lari/camper

Km. percorsi: 181


Lunedì 5 maggio 2003 – Tbilisi (Georgia)

Siccome diversi luoghi da visitare sono lontani dal centro e le strade secondarie piene di buche, noleggio di un minibus e visita alla chiesa di Atenis Sioni del VII sec, l’ antica città rupeste di Uplistsikhe del I° millennio a. C Lo strano nome della guida. accompagnatore: "Stalber" si spiega dal fatto che il padre era amico di Stalin e Beria e quindi non volendo fare un torto a nessuno ha formato il nome con le iniziali di entrambi. Nel primo pomeriggio lungo la strada per Tbilisi visita alla chiesa di Samtavisi del X sec. Nel tardo pomeriggio arrivo nella capitale della Georgia e nonostante l’appoggio di una agenzia turistica viene proposto un parcheggio in luogo aperto al traffico che tutto il gruppo rifiuta per la precarietà e l’insicurezza della soluzione. Non si cambia idea nemmeno con la garanzia di un controllo permanente di una pattuglia della polizia. Preferenza ad un parcheggio recintato e custodito molto in periferia sulla strada dell’aeroporto al prezzo di 2 lari/camper

Km. percorsi: 111


Martedì 6 maggio 2003 – Tbilisi (Georgia)

Con minibus a noleggio inizia la visita alla città, ma prima operazione quella di recuperare il visto per l’Azerbaijan non potuto ottenere in Italia per l’assenza della rappresentanza diplomatica. Purtroppo la festività nazionale di S. Giorgio ha bloccato il tutto causa chiusura dell’ambasciata. Tutto rinviato a domani. Tbilisi con oltre un milione e 500 mila abitanti è la capitale della repubblica della Georgia. Situata sulle rive del fiume montano Kura, nei secoli passati è stata teatro di grandi scontri tra tartari, mongoli, turchi e persiani. Gli ultimi invasori, i persiani, vengono scacciati dal Paese nel 1792 e la città diventa capitale del regno georgiano orientale. Visita alla fortezza di Narikala che cinge le erte pendici del crinale Sololaki, la chiesa di Matekhi, la chiesa armena, la bella sinagoga, i bagni termali, e vari mercati.
La bella giornata di sole è stata disturbata da un fastidioso vento tipo bora anche abbastanza freddo.


Mercoledì 7 maggio 2003 – Tbilisi (Georgia)

Con il solito minibus a noleggio, puntuali all’apertura dell’ambasciata azera, ma in assenza del console, il diplomatico di turno negato il sospirato visto per l’assenza di un invito da parte di agenzia turistica azera. Alle nostre rimostranze e documentate ragioni di avere tale visto ha fatto il solito di turno "Ponzio Pilato" rinviando tutto a quanto deciderà domani il Console. Usciti con le "pive nel sacco", però determinati a proseguire nello giro turistico, sempre in minibus, si prosegue verso l’antica capitale della Georgia, Mtskheta, per visitare il monastero Jaravi del VI sec., la cattedrale di Sveti-tskhovili del XI sec., la chiesa di Santavro del XI sec. ed infine sulle montagne dopo aver percorso oltre 9 km. di pessima strada bianca il monastero maschile di Shio-Mghvime del VI sec. con molti monaci.
Ritornati in città, assistito ad uno spettacolo all’aperto di un gruppo di mimi sotto la direzione e la regia di italiani.
Il pranzo in tipico ristorante georgiano vicino a Mtskheta spendendo solo 5 lari.
Domani sarà una giornata importante perché necessario sbloccare la burocrazia per ottenere il sospirato visto azero per poter continuare il viaggio.


Giovedì 8 maggio 2003 – Tbilisi (Georgia)

Ancora una volta puntuali all’apertura dell’ambasciata azera e subito i misteri ?? della burocrazia diplomatica. Lo stesso funzionario che ieri ci negava i visti, sostenendo che era necessario l’invito, appena arrivato, senza tante parole chiedeva: passaporto, una foto e 40 Usd ed il ritiro dello stesso passaporto completo di visto dopo le 16 del pomeriggio. Tutti senza parole e ben contenti di tale conclusione, trascorso il tempo d’attesa con visita del parco dove sorge la torre della televisione con un balcone naturale per ammirare dall’alto l’intera città di Tbilisi. La visita ha permesso di vedere una zona splendida ma abbandonata al massimo degrado con la funicolare ferma, arrugginita e depredata di varie parti compreso pezzi di rotaie, quello che era lo splendido ristorante della funicolare con architetture d’avanguardia, un bellissimo gazebo, completamente a brandelli, depredato di tutto ed in uno stato di completo abbandono. Solo una pattuglia di militari a vigilanza di una camera chiusa e sigillata che spiegano contenere un prezioso affresco.
Veramente tutta una zona a parco polmone verde della città, luogo di svago, divertimento e relax abbandonata e distrutta e non si comprende il perché !!. Visita anche ad un mercatino di cose antiche ed usate, ma con prezzi molto esagerati.
Nel pomeriggio ritiro dei passaporti dall’ambasciata, ritorno al parcheggio dei camper e festeggiato il visto azero con un brindisi di vino georgiano e domani mattina si prosegue con il programma di viaggio.
Anche oggi per tutto il giorno utilizzato il solito minibus a noleggio ad un costo di 85 lari. Il parcheggio camper: 2 lari


Venerdì 9 maggio 2003 – Accademia di Ikalto (Georgia)

Si parte abbastanza presto in direzione della zona dei vini ad est di Tbilisi. Purtroppo il fondo stradale pessimo non permette andature regolari. Prima della cittadina di Telavi, seguendo una strada bianca con tante buche, visita ad una cantina con degustazione di bianco e rosso. Vendono solo in bottiglia e non sfuso, ma poi chiedo 30 lari per tutto il gruppo. Alcune difficoltà per la visita in quanto il 9 maggio è la festa della vittoria (simile al nostro 25 aprile) e tutti i locali sono chiusi. Nell’ampio cortile della cantina, sosta pranzo al sacco, con piacevole degustazione del salame di Gino e Carla di Lido di Camaiore. Si prosegue con visita alla chiesa di Ikalto dell’XI sec. e dell’imponente cattedrale di Aliverdi del XI sec. Ultimo giorno dei servizi dell’agenzia turistica della Georgia e saluti alla guida interprete Tea prima del bus per il ritorno a Tbilisi. Per la notte si decide per il parcheggio del monastero di Ikalto, isolato ed in mezzo al verde. Ultime "parole famose", arriva una giornalista della TV di Tbilisi, Janna Didebashvili, con operatore chiedendo di fare un servizio sul nostro gruppo ed una intervista al capocarovana. Tutto bene e perfetto, ma alcune difficoltà a rispondere in russo alle domande poste per l’occasione. Poi arrivano tre macchine della polizia e con fare allegro informano del servizio di vigilanza predisposto per noi. Una pattuglia in macchina nel piazzale per l’intera notte. Arriva anche un minibus pieno di studenti in visita alla chiesa ed assalgono il gruppo, curiosi della nostra insolita presenza. A tarda notte il silenzio torna nel parcheggio, per un sonno ristoratore.

Km. percorsi: 201


Sabato 10 maggio 2003 – Rustavi (Georgia)

La troupe della TV riprende la partenza del gruppo ed altre riprese anche durante la strada, mentre la polizia con luci blu e sirena ci scorta fino fuori città. Sosta a Gurjaani per la visita alla chiesa di Kvelatsminda dell’VIII sec., anche qui accompagnati dalla polizia locale. Ritorno sulla strada verso Tbilisi ma poi in direzione sud verso il confine con l’Azerbaijan. Alcuni equipaggi sono alla ricerca di vino georgiano e per caso trovano una piccola cantina familiare con rosso eccezionale ma anche uova di giornata e Livio e Graziella di Torino anche una gallina ruspante. Arrivati a Rustavi e breve sosta nella piazza del municipio. Arrivano il Sindaco, in comandante della polizia e diverse pattuglie. Cercando un parcheggio recintato e custodito si prestano per le nostre esigenze di sicurezza con l’accompagnamento di tutto il gruppo nel cortile di un albergo dismesso con la vigilanza discreta della polizia.
Promesso anche l’arrivo per domattina alle 8 di minibus per escursione al sito archeologico di Davit Gareja, sul confine con l’Azerbaijan.

Km. percorsi: 166


Domenica 11 maggio 2003 - Rustavi (Georgia)

Con minibus a noleggio partenza in direzione Davit Gareja, straordinario complesso di monasteri rupestri. Ben 40 km. di strada bianca di montagna su un altipiano utilizzato nel passato dall’esercito dell’Urss e della Georgia come poligono di tiro ed area per l’addestramento delle truppe. Si viaggia con scorta della polizia armata di Kalasnikov e nel parcheggio dei monasteri gli stessi poliziotti ci offrono uno spuntino a base di formaggio, una specie di mortadella e l’immancabile vodka. Al rientro nel primo pomeriggio si scopre di non essere nel cortile di un albergo dismesso, ma ospiti nella villa di un ex ministro della Russia, diplomatico in vari Paesi ed oggi imprenditore con un grosso investimento in Georgia per riattivare un grande complesso siderurgico che produce tubi per oleodotti. Alexander il nome di questo simpatico ed estroso personaggio, sposato con una donna italiana, che quasi costringe il gruppo a trattenersi per la sera per offrire una cena all’aperto a base di agnello in spiedini, verdura di stagione e tanti tipi di vino georgiano. Era prevista la partenza verso la frontiera dell’Armenia alle 15,30 del pomeriggio, ma tutto rinviato a domattina. Tra spiedini e vino discussione sui destini del mondo da Bush, Putin e Berlusconi, dall’Irak alla Cecenia.
Tutto termina alle ore piccole in allegria ed amicizia.


Lunedì 12 maggio 2003 – Gyumri (Armenia) + 3 ore rispetto all’Italia

Partenza al mattino presto per la frontiera. Circa 80 km. di strada brutta. La prima parte asfaltata con buche, ma gli ultimi 20 km un’autentico inferno con crateri tipo bombe e vari guadi di piccoli ruscelli. Veloci operazioni alla frontiera d’uscita della Georgia, ma lungaggini a quella Armena per la "solita tassa per l’importazione temporanea dei veicoli stranieri" che ci costa 66 Usd a camper. Egregia l’assistenza della guida interprete di nome Jakob e subito inizio delle visite in Armenia con i monasteri di Haghpat e di Sanabin ad Alaverdi e quindi trasferimento nella città di Gyumri attraversando le montagne teatro di tanti terremoti e diverse località note in tutto il mondo per i morti: Vanadzor (ex Kirovakan), Spitak, etc. Una prima parte di strada discreta attraverso monti e vallate e poi improvviso peggioramento con velocità da lumaca. Arrivo a Gyumri oltre le ore 23, tutti veramente stanchi, scossi e traumatizzati. Notte nel parcheggio dell’hotel Berlin: 1.000 dram (valuta armena)

Km. percorsi: 253

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