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DIARI DI VIAGGIO: CINA 2000

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Dal 71° all'80° giorno

Don Shang (Cina)
Martedì 4 luglio 2000
(Giorno 71 di 125 previsti )
Km percorsi: 271 --- Tot. Parziale km 14.582

Leggero cambio di programma: si parte subito per la tomba - mausoleo di Gengis Khan, accompagnati dal solito dilemma di quale strada scegliere.
La polizia ci consiglia di arrivare fino alla città di Boutou tramite un'ottima autostrada; poi 60 km di strada bianca per giungere al luogo finale.
Con qualche dubbio, optiamo per l'autostrada e rimaniamo sorpresi quando dopo troviamo una strada non ottima, ma neanche bianca e sterrata. Neanche delle informazioni della polizia ci si può fidare!!
Non riusciamo, comunque, ad arrivare all'ultimo grande appuntamento in terra cinese - il mausoleo di Gengis Khan - e quindi ci fermiamo per la notte nel solito parcheggio di un hotel nella città di Don Shang.


Prima di lasciare la Cina - tra tre giorni saremo in Mongolia - vorrei esprimere un sentito ringraziamento a tutti coloro che mi hanno scritto via e-mail, inviandomi messaggi di auguri, di saluti, di sostegno ed anche di ...."invidia". Per ovvie ragioni tecniche mi è impossibile rispondere ora a tutti, ma m'impegno a farlo non appena ritornerò in Italia. Con l'occasione vi annuncio che sarò volentieri allo stand di Turismo Itinerante alla mostra di Mondo Natura di Parma. Comunicherò al mio ritorno la data esatta, in modo da poter ringraziare direttamente quanti hanno letto e stanno leggendo il diario di questo fantastico viaggio. Franco Marchi


Boutou (Cina)
Mercoledì 5 luglio 2000
( Giorno 72 di 125 previsti )
Km percorsi: 236--- Tot. Parziale km 14.818

Dopo 65 km di strada decente, finalmente appaiono le imponenti cupole blu e marrone-rossiccio del mausoleo, nella steppa di Gandeli. La costruzione è del 1954 ed è stata rinnovata dopo la Rivoluzione Culturale; negli anni si è assistito ad un crescente interesse turistico anche se il luogo è molto distante dai normali circuiti turistici proposti dalle agenzie e quindi solo con il camper potevamo permetterci tale visita. Probabilmente siamo i primi italiani a visitare e documentare i luoghi che ricordano questo mitico condottiero.
Finita la visita, nel primo pomeriggio, inizia il tratto di ritorno ripercorrendo la stessa strada dell'andata. Sostiamo per la notte nella città di Boutou per 40 yuan.
La strada che abbiamo seguito, che collega Boutou a Dong Shang, viene percorsa da una continua fila di camion che trasportano carbone per alimentare l'enorme centrale elettrica della periferia di Boutou. Sul tratto giacimento - città i camion sono carichi e quindi viaggiano lentissimi; sul tratto inverso, viaggiano vuoti e combinano cose indescrivibili che al confronto i nostri amici camionisti italiani sono degli "angioletti".

Hohhot (Cina)
Giovedì 6 / Venerdì 7 luglio 2000
( Giorno 73-74 di 125 previsti )
Km percorsi: 151---- Tot. Parziale km 14.969

Torniamo nel capoluogo della Mongolia interna per visitare il Tempio delle Cinque Pagode, la Grande Moschea e fare gli ultimi acquisti prima di uscire dalla Cina.
Abbiamo modo di scoprire un'altra curiosità: da Hohhot a Boutou ci sono 150 km di buona autostrada ma solo in questo verso. Nel verso opposto la strada è normale.
Curiosità: di fronte all'ospedale escono padre, madre e figlioletto di circa 6-7 anni. Probabilmente il bambino è stato sottoposto a visita e gli devono fare qualche esame; infatti la famigliola si apparta di pochi metri, il padre tira fuori un giornale, lo deposita a terra ed invita il figlio a levarsi i pantaloni e fare i propri bisogni sul giornale. Terminata l'operazione, la madre aiuta il bambino a rivestirsi mentre il padre raccoglie con una spatola parte delle feci e le mette in una provetta. Ritornano poi dentro l'ospedale lasciando giornale ed il resto in terra senza mostrare nessun segno di imbarazzo.

Sonig Yougi (Cina)
Sabato 8 luglio 2000
( Giorno 75 di 125 previsti )
Km percorsi: 206---- Tot. Parziale km 15.175

Secondo il programma di viaggio originale, dovevamo tornare a Jining; visto però lo stato dissestato della strada trovato all'andata, il gruppo a maggioranza ha optato per una variazione di itinerario che evita la città di Jining ma raggiunge ugualmente la strada per dirigersi verso la frontiera mongola.
La situazione si presenta, tanto per cambiare, negativa; oltre 5 km di strada lungo il greto di un fiume, con l'aggravante della pioggia caduta in abbondanza la notte passata. Per fortuna la situazione migliora nettamente e passiamo in mezzo a paesaggi montani fino ad un passo a 1.850 mt. Lungo il tragitto alcuni ponti in costruzione ci costringono a deviazioni e, talvolta, anche a qualche guado di piccoli torrenti.
I mezzi sono messi a dura prova, ma peggio stava quel camion completamente insabbiato in un guado che ci ha fatto stare fermi per tre ore.
Dopo un buon tratto in altura, ci fermiamo per la notte in una piccola struttura con yurte e ristorante. Costo 20 yuan. Siamo a 80 km da Sonig Yougi.

Attraversamento di un guado: il camper di Marchi "insabbiato". (45701 byte)
Attraversamento di un guado: il camper di Marchi "insabbiato".

Erenhot (Cina)
Domenica 9 luglio 2000
( Giorno 76 di 125 previsti )
Km percorsi: 192---- Tot. Parziale km 15.367

Ripresa del viaggio che ci porta velocemente verso la frontiera con la Mongolia. Strada discreta, paesaggi con pecore e cavalli, varie yurte sui bordi della strada.
Dopo 70 km transitiamo per la meta prevista ieri sera - Sonig Yougi - ed il paesaggio si mantiene sempre bello, anche se i verdi paesaggi sono pian piano soppiantati da un brullo deserto. Arriviamo nella cittadina di frontiera nel primo pomeriggio.
Facciamo gasolio e riempiamo anche alcune taniche di riserva, in quanto ci hanno detto che in Mongolia per almeno 600 km non avremo né gasolio, né acqua. Vedremo in seguito se sarà vero. Anche qui in frontiera nulla si riesce a saper di questo strano e misterioso paese. Negli uffici locali della Banca di Cina, non conoscono il valore della moneta mongola, né, veramente strano!, il nome della valuta. Tra sussurri e reticenze riusciamo a sapere che c'è un cambio nero nel mercato ambulante della città. Auguri!!
Oggi è l'ultimo giorno di permanenza in Cina e si può tracciare un bilancio: 47 giorni di soggiorno, oltre 7.200 km percorsi, alcuni problemi meccanici, per fortuna prontamente risolti.
Il programma è stato rispettato, anzi, lasciamo la Cina con tre giorni di anticipo rispetto al planning giornaliero.
Abbiamo visitato i luoghi più interessanti turisticamente, ma anche villaggi e località fuori dai grandi flussi. Abbiamo avuto modo di osservare la Cina dei cinesi, della gente comune, abbiamo osservato i loro villaggi di campagna e di montagna.
In conclusione un'esperienza rara, unica, realizzabile solo tramite il camper con l'apporto valido ed insostituibile della preziosa guida - interprete Dieci.
Domani, dopo aver sbrigato le formalità di frontiera - speriamo velocemente - saluteremo il nostro amico ed inizieremo la scoperta di questo misterioso paese e voi che leggete questo diario "Cina 2000" lo scoprirete con noi.

Zamyn Uud o Borhojntaal (Mongolia) + 6 ore
Lunedì 10 luglio 2000
( Giorno 77 di 125 previsti )
Km percorsi: 26 --- Tot. Parziale km 15.393

La giornata inizia abbastanza presto con l'appuntamento al comando Polizia di frontiera di Dieci e il sottoscritto onde mettere a punto tutti documenti per uscire dalla Cina. Dopo due ore usciamo senza aver concluso nulla e decidiamo di avviarci alla frontiera, appena fuori città. Lunga fila di veicoli di tutti i tipi che riusciamo a superare per la bravura di Dieci di convincere poliziotti. Riusciti ad entrare nella zona delle operazioni doganali, dopo poco un poliziotto ci informa che tutto è fermo perché la frontiera mongola rifiuta il nostro ingresso. Arrabbiatura generale esibendo agli incolpevoli poliziotti cinesi il visto per la Mongolia, rilasciato dall'ambasciata mongola di Mosca. Segue un tira e molla chiedendo insistentemente di sbrigare le formalità con i cinesi e lasciarci andare alla frontiera mongola. I poliziotti cinesi, sconsolati, ci dicono che esiste un accordo bilaterale in cui se c'è il rifiuto di una delle parti, non possono far proseguire. Arrivano le ore 12 e tutto si ferma per sosta pranzo per tre ore, e noi siamo fermi sotto il sole a 39°. Dieci propone di tornare al comando di polizia ma poi sostando nell'hotel dove avevamo parcheggiato, sappiamo che in mattinata si è svolta una cerimonia con la presenza di molte autorità della Mongolia e qualche personalità c'è ancora. Sempre chiedendo, Dieci con un fiuto da segugio, arriviamo al console della Mongolia ad Erenhot che si mette a disposizione del gruppo venendo di persona in frontiera a parlare con il comandante e contemporaneamente per telefono con il comandante della frontiera mongola e così alle 17 lasciamo il territorio cinese ed entriamo nella frontiera mongola dove diverso personale ci accoglie e con veloci formalità usciamo per arrivare a questa prima località che si incontra appena oltrepassata la frontiera. C'è la stazione della ferrovia Trans Mongolia, tre piccoli hotel. Non c'è molto da vedere, se non il modo tradizionale di vivere della popolazione. Parcheggiamo per la notte nel piazzale della stazione che a prima vista è scambiata per una chiesa col campanile per la sua forma architettonica.
(NOTA A MARGINE) - Tutta la vicenda del passaggio in Mongolia ha un prologo a Pechino quando il solito componente del gruppo, di sua autonoma iniziativa si reca all'Ambasciata della Mongolia per avere informazioni e riferisce che per passare i mongoli pretendono molti soldi (500, 1.000, 1.500 dollari a camper) per il transito automezzi sotto forma di tassa di transito, assicurazione, ecc. Queste voci creano discussione, tensioni ed aumentano le critiche a chi prende queste iniziative senza il consenso di tutto il gruppo. Alla fine quando il tutto si è risolto con il pagamento di 100 yuan a camper (circa 13 dollari) l'ambiente si è rasserenato e dure critiche al responsabile di tali voci irresponsabili. Anche dopo questa ennesima magra figura decide di lasciare il gruppo e continuare il viaggio da solo. Grande sollievo per tale liberazione.


Ulaan Uul (Mongolia)
Martedì 11 luglio 2000
( Giorno 78 di 125 previsti )
Km percorsi: 128 --- Tot. Parziale km 15.521

La prima giornata in Mongolia inizia con un impatto molto forte; appena fuori dal paese assistiamo a gare con cavalli dove si misurano ragazzi in costume ed anche bambini. Dalla moltitudine della Cina al deserto e alla vita con gli animali. La strada non è altro che una pista che si inoltra nel deserto, per l'intera giornata la percorriamo sotto un sole cocente e con temperature che raggiungono è 42 gradi. Assenza di traffico e si notano solo pastori con greggi di pecore e capre nei loro accampamenti di Yurte. Appena arrivati in questa località vengono a trovarci i poliziotti e ci chiedono i passaporti per i controlli e registrazione. Poi ci accompagnano fuori dal centro, nel deserto, per trascorrere la notte.


Sainshand (Mongolia) + 6 ore
Mercoledì 12 luglio 2000
( Giorno 79 di 125 previsti )
Km percorsi: 138 --- Tot. Parziale km 15.659

Si parte presto per attenuare il caldo torrido, sempre su una strada nazionale che è solo pista del deserto; l'unico punto di riferimento sono i binari della ferrovia Trans Mongolia. Procediamo in un paesaggio bello, interessante ma molto difficile da percorrere; difficile immaginare la vita dei pastori in simile condizione. Siamo in altura a circa 1.200 mt. e solo di notte si abbassa la temperatura.
Nel pomeriggio arriviamo nella cittadina di circa 18.000 abitanti capoluogo della regione di Dornogov, arida e polverosa. Ci sono due modesti hotel semichiusi, facciamo rifornimento d'acqua in una cucina di un piccolo ristorante acquistando anche bottiglie di acqua minerale ed infine rifornimento di gasolio al costo di 405 tugrig/litro (circa 810 lire/litro). Durante il rifornimento il camper di Piero ha una gomma forata e domani mattina si cercherà un gommista.

P.S. Dopo le tensioni emerse nel gruppo ieri, il solito componente che aveva dichiarato di uscire dal gruppo e invece durante il controllo di polizia con il suo comportamento e le sue insensate parole ha messo in pericolo tutto il gruppo, si concretizza la rottura. Lo seguono altri due equipaggi pur non condividendo il suo comportamento ma solo per non lasciare da solo un italiano


Cagandorvolz (Mongolia) + 6 ore
Giovedì 13 luglio 2000
( Giorno 80 di 125 previsti )
Km percorsi: 133 --- Tot. Parziale km 15792

Riparazione della gomma di Piero ed anche il gradino di Nino e quindi partenza. Sempre strada bianca o meglio pista del deserto anche se migliore di ieri. La temperatura oltre i 40 gradi rende difficile il viaggio. Nel finale il solito ammortizzatore di Piero crea problemi e si decide la sosta onde permettere la riparazione. Nella notte violenta tempesta di sabbia ed acqua aggiunge polvere a polvere dentro i camper.

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